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È in vendita il numero 11 novembre 2000 in edicola con il manifesto dal 7 al 10 novembre, negli altri giorni in libreria Per sostenere la competizione elettorale ormai prossima, uno svantaggio che tutti riconoscono pesante, un candidato supposto attraente, e molti palloncini, sono un po' poco. Più importante è realizzare una convergenza tra le forze che hanno vinto nel'96 con atti e programmi sufficienti a convincere milioni di elettori tentati dall'astensione. Parlare di 'crisi' del processo di pace in Palestina è una ipocrisia. Quel processo non è mai partito e oggi emerge il perché. Israele rifiuta di riconoscere il punto essenziale delle risoluzioni dell'Onu: uno Stato palestinese indipendente, non una semicolonia. Su questo punto, per la prima volta da 40 anni, l'Italia si schiera nettamente dalla parte sbagliata. Il diario di una vigilia fra le macerie della Serbia devastata dal delirio nazionalista e dalle bombe 'umanitarie': ponti, fra uomini e fra civiltà, spezzati: antiche librerie cosmopolite invase da una biblioteca razzista. Quando l'unica possibile premonizione del futuro è l'intollerabilità del presente si capisce meglio perché è potuto accadere l'imprevedibile. Nel periodo più aspro della guerra fredda, all'inizio degli anni '50, al centro delle tensioni fra 'via nazionale' del Pci e Cominform. Da una parte lo sforzo di rompere l'isolamento seguito alla sconfitta del '48 con un'estensione del movimento di massa e della mobilitazione democratica. Dall'altra la pressione per correggere l'anomalia del togliattismo nel movimento comunista.
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